Interpello: interdizione posticipata lavoratrici madri rientranti nella categoria dei lavori usuranti

Il Ministero del Lavoro, con interpello n. 16 del 20 luglio 2015, ha risposto ad un quesito in merito alla corretta interpretazione della disciplina dei divieti di adibizione delle lavoratrici madri allo svolgimento di determinate attività. In particolare, è stato chiesto se le disposizioni normative di cui sopra possano trovare applicazione nell’ipotesi in cui la lavoratrice madre espleti attività di “conducente di linea” nell’ambito di servizio pubblico di trasporto collettivo, stante la riconducibilità di quest’ultimo nella categoria dei lavori usuranti, ex art. 1 D.Lgs. n. 67/2011.
Il Ministero ritiene che per la lavoratrice madre, conducente di linea nel servizio pubblico di trasporto collettivo, il divieto di cui all’art. 7 trovi applicazione esclusivamente durante la gestazione e fino al periodo di astensione obbligatoria.
Resta ad ogni modo ferma la possibilità di riscontrare nella specifica situazione lavorativa ogni eventuale rischio di esposizione ad agenti, processi e condizioni di lavoro, per i quali è prevista l’interdizione fino a sette mesi dopo il parto in base a quanto contenuto negli allegati B e C, del D.Lgs. n. 151/2001.