INTERPELLO SU CRISI AZIENDALE, TRASFERIMENTO D’AZIENDA E DEROGABILITÀ ART. 2112 C.C.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con interpello n. 32 del 17 dicembre 2014, ha risposto ad un quesito riguardante la corretta interpretazione dell’art. 47 c. 4 bis e 5 della L. n. 428/1990.
In particolare si richiede se le condizioni previste dalla predetta disposizione per la derogabilità all’art. 2112 c.c., possano trovare applicazione anche alle fattispecie di società in stato di crisi aziendale non rientranti nel campo di applicazione della CIGS, che abbiano fruito per oltre un anno del trattamento di integrazione salariale straordinaria in deroga con sospensione del personale a zero ore e/o per le quali sia stata accertata la condizione di insolvenza sia dal Ministero dell’economia o da un tribunale sezione fallimentare, “pur non essendo ammissibile ad una procedura concorsuale per carenza della condizione di ammissibilità soggettiva di impresa commerciale“.
L’istanza di interpello presentata è dunque volta ad ottenere un chiarimento sulla applicabilità della disciplina in questione anche in relazione ad imprese destinatarie, per lunghi periodi, di trattamenti di integrazione salariale sia pur in deroga o dichiarate insolventi con provvedimenti adottati dal Ministero dell’economia o dalla sezione fallimentare di un tribunale ma alle quali non siano applicabili le disposizioni in materia di procedure concorsuali in quanto imprese non commerciali.
Il Ministero conclude che qualora le imprese in questione versino inequivocabilmente, in quanto accertato da una pubblica autorità, in stato di crisi e, attraverso lo strumento del trasferimento d’azienda, possano mantenere, almeno parzialmente, il proprio standard occupazionale, possa trovare applicazione la disposizione citata di cui all’art. 47, commi 4 bis e 5, della L. n. 428/1990 concernenti la derogabilità all’art. 2112 c.c..”.