ISPEZIONI SUL LAVORO: OMESSA ESIBIZIONE DELLE BUSTE PAGA AGLI ISPETTORI CON FIGURA UN REATO PENALE

Con la sentenza del 17 novembre 2014, n. 47241, la Corte di Cassazione si è espressa in merito alla rilevanza penale della condotta dell’agente è in un caso di omessa consegna delle buste paga dei propri dipendenti all’Ispettorato del Lavoro che le aveva richieste. 
Si ricorda che l’art. 4 ultimo comma della L. n. 628/1961 punisce “coloro che, legalmente richiesti dall’Ispettorato di fornire notizie a norma del presente articolo, non le forniscano o le diano scientemente errate od incomplete”. Si tratta delle richieste di notizie concernenti violazioni delle leggi sui rapporti di lavoro, sulle assicurazioni sociali, sulla prevenzione e l’igiene del lavoro, che assumono valore strumentale rispetto alla funzione istituzionale di controllo esercitata dall’Ispettorato del lavoro. 
Si rammenta inoltre che il reato in questione si configura, non soltanto nel caso di richiesta di semplici notizie, ma anche nell’ipotesi di omessa esibizione della documentazione che consenta all’Ispettorato del lavoro la vigilanza sull’osservanza delle disposizioni in materia di lavoro, previdenza sociale e contratti collettivi di categoria, ivi compresa quella afferente al quantum della retribuzione corrisposta ad ai criteri applicati per il suo al calcolo, in quanto necessaria per verificare l’adempimento dei conseguenti obblighi contributivi . 
La Corte ha dunque ribadito che: nella forma puramente omissiva la rilevanza penale della condotta dell’agente è conseguente alla semplice omissione del comportamento normativamente imposto, senza che sia necessaria, ai fini della integrazione del reato, la sussistenza di altri elementi fenomenici esterni, quali, appunto, il derivante impedimento dello svolgimento da parte dell’Ispettorato del lavoro della sua funzione istituzionale.