LA DILAZIONE NON ESCLUDE LA PUNIBILITÀ PENALE IN CASO DI OMESSO VERSAMENTO DI RITENUTE PREVIDENZIALI

Con la sentenza n. 32598 del 23 luglio 2014, la Corte di Cassazione afferma che la rateizzazione concessa dall’Agente di Riscossione sui debiti nei confronti dell’Inps non esclude la continuità dell’azione penale nei confronti del datore di lavoro che ha omesso il versamento di ritenute previdenziali ed assistenziali. 
La Corte ricorda che le ritenute previdenziali ed assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti debbono essere comunque versate e non possono essere portate a conguaglio con le somme anticipate dal datore di lavoro ai lavoratori per conto delle gestioni previdenziali ed assistenziali; inoltre l’omesso versamento delle ritenute è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032 e che il datore di lavoro non è punibile se provvede al versamento entro il termine di tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’avvenuto accertamento delle violazioni. 
L’Inps ha regolamentato la possibilità, per il datore di lavoro, in quanto unico ed esclusivo responsabile dell’adempimento dell’obbligazione contributiva, di assolvere, anche in forma rateale, all’obbligo del versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori. Si specifica, tuttavia, come la concessione di rateazione non escluda l’obbligo, per l’Inps, di effettuare la denuncia di cui sopra; di qui, sempre secondo tale disciplina, la sussistenza, comunque dell’obbligo, per potere fruire della causa dì non punibilità prevista per legge, di versamento delle ritenute complessivamente omesse ab origine nel termine di tre mesi dalla notifica dell’accertamento, essenziale dunque essendo che, rispetto al piano di ammortamento concordato, venga corrisposto anticipatamente il numero di rate fino alla 
concorrenza dell’importo necessario per coprire l’intero ammontare delle quote a carico dovute. 
Da ciò deriverebbe che, pur a fronte di concessa rateizzazione, dovrebbe permanere la punibilità del datore di lavoro ove lo stesso non provveda al versamento nel termine di tre mesi delle ritenute in oggetto, non versate mensilmente in costanza del rapporto di lavoro e a fronte della corresponsione della retribuzione.