L’aspettativa non retribuita per motivi personali

L’aspettativa non retribuita per motivi personali è un periodo durante il quale il lavoratore può assentarsi dal lavoro senza percepire la relativa retribuzione e, dato che non trova fondamento in una norma di legge, viene generalmente disciplinata dai contratti collettivi e concordata dalle parti.

La Contrattazione Collettiva

Generalmente, l’aspettativa non retribuita per motivi personali viene disciplinata dalla maggior parte dei contratti collettivi nazionali di lavoro che ne stabiliscono durata, casistiche di concessione, modalità di richiesta e fruizione, sia continuativa che frazionata.

Aspettativa non retribuita: concessione extra CCNL

Il datore di lavoro ha anche la facoltà di concedere un’aspettativa non retribuita per cause diverse da quelle previste dalla contrattazione collettiva o dalla legge (si tratterebbe in questo caso di un trattamento di miglior favore nei confronti del lavoratore richiedente).

In questo caso, è opportuno procedere con la sottoscrizione di un accordo in cui si prevedano i principali elementi che caratterizzano l’aspettativa, tra cui la durata e il fatto che questa non sarà retribuita.

La comunicazione preventiva all’INPS ai fini della prova

Con la sentenza n. 19662 del 7 agosto 2017, la Corte di Cassazione ha asserito che, in caso di sospensione consensuale della prestazione lavorativa, la contribuzione risulta comunque dovuta.

L’INPS ha infatti rilevato che l’accordo tra il datore di lavoro ed il lavoratore in relazione alla sospensione del rapporto lavorativo non può comportare l’esenzione della parte datoriale dall’obbligo di rispettare il minimale contributivo previsto dalle norme e che, ai fini dell’esenzione dall’obbligo minimale contributivo, nell’ipotesi di sospensione concordata tra le parti del rapporto di lavoro, è in ogni caso necessario che questa debba essere comunicata preventivamente agli enti previdenziali in modo da consentire gli opportuni controlli.

Il caso è quello di un’impresa edile, la quale aveva ritenuto che per alcuni periodi non fosse maturata l’obbligazione contributiva, non avendo i dipendenti (lavoratori extracomunitari) ricevuto la retribuzione, avendo fatto ritorno nei paesi di origine, con conseguente sospensione consensuale del rapporto di lavoro.

 

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