Sorveglianza sanitaria per lavoratori fragili

Il Ministero del Lavoro, con circolare n. 13 del 4 settembre, ha fornito indicazioni circa le misure di sorveglianza sanitaria da adottare in presenza di lavoratori c.d. “fragili”.

Quando un lavoratore è fragile?

Il concetto di fragilità va individuato nelle condizioni di salute del lavoratore rispetto a patologie preesistenti.

Il parametro dell’età, da solo, non è sufficiente per definire uno stato di fragilità nelle fasce di età lavorative.

La maggior fragilità nelle fasce di età più elevate va intesa congiuntamente alla presenza di comorbilità che possono integrare una condizione di maggior rischio per la salute in caso di infezione dal Covid-19.

Ai fini della valutazione della condizione di fragilità, il datore di lavoro dovrà fornire al medico incaricato di emettere il giudizio:

  • una dettagliata descrizione della mansione svolta dal lavoratore e della postazione/ambiente di lavoro dove viene prestata l’attività lavorativa;
  • le informazioni relative all’integrazione del DVR, con particolare riferimento alle misure di prevenzione e protezione adottate dal Protocollo condiviso del 24 aprile 2020.

Tutele per lavoratori fragili

I lavoratori fragili hanno la possibilità di chiedere al datore di lavoro l’attivazione di adeguate misure di sorveglianza sanitaria in ragione dell’esposizione al rischio da Covid-19, in presenza di patologie con scarso compenso clinico (ad esempio, malattie cardiovascolari, respiratorie e metaboliche).

Tali richieste dovranno essere corredate dalla documentazione medica relativa alla patologia diagnosticata.

Il medico competente, verificata la condizione di fragilità correlata allo stato di salute precario del lavoratore, fornirà indicazioni al datore di lavoro per l’adozione di soluzioni maggiormente cautelative per la salute del lavoratore fragile. Il giudizio di inidoneità temporanea alla mansione sarà destinato solo ai casi in cui non sia possibile adottare soluzioni alternative.

In questa fase, il datore di lavoro dovrebbe valutare, con il medico competente e con gli incaricati alla sicurezza, il ripristino delle visite mediche previste dal previste dal D. Lgs. n.81/2008, purché sia consentito operare nel rispetto delle misure igieniche raccomandate. Risultano, invece, ancora differibili, previa valutazione del medico incaricato e in relazione all’andamento epidemiologico territoriale, la visita medica periodica e quella di cessazione del rapporto di lavoro, ove prevista.