LAVORO INTERMITTENTE E ORARIO DI LAVORO: STRAORDINARI SÌ!

Con la risposta all’Interpello n. 6/2018 il Ministero del Lavoro è intervenuto in merito all’applicazione al lavoro intermittente il D.Lgs. n. 66/2003 in tema di lavoro straordinario eccedente le 40 ore settimanali.

In particolare, il Ministero ha risposto alla domanda se sia possibile erogare unicamente il controvalore per la prestazione svolta come se si fosse in regime di orario ordinario di lavoro e non anche la maggiorazione per lavoro straordinario prevista dalla contrattazione collettiva.

LA DISCIPLINA NORMATIVA SULL’ORARIO DI LAVORO E SUL CONTRATTO INTERMITTENTE

Per quanto riguarda il primo punto il Ministero specifica che il D.Lgs. n. 66/2003 si applica a qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni.

Successivamente l’amministrazione prosegue chiarendo che il D.Lgs. n. 81/2015 nel disciplinare il lavoro intermittente ed il suo trattamento economico non si discosta dalle previsioni contenute nel D.Lgs. n. 276/2003 statuendo che il trattamento economico dovrà essere ispirato al principio di proporzionalità. Da ciò deriva che il corrispettivo deve essere determinato in alla prestazione effettivamente eseguita.  A maggior ragione poi, l’articolo 17 dell’intervento normativo del 2015 stabilisce che il lavoratore intermittente debba ricevere per i periodi lavorati un trattamento economico e normativo complessivamente identico a quello corrisposto al lavoratore di pari livello e che nei suoi confronti trovino applicazione, seppur proporzionalmente, gli istituti normativi tipici del rapporto di lavoro subordinato.

LA COLLOCAZIONE TEMPORALE DELLA PRESTAZIONE LAVORATIVA

Il Ministero prosegue la sua disamina concentrandosi sull’orario di lavoro e la sua collocazione temporale, che deve essere tale da lasciare libertà all’autonomia contrattuale delle parti, coerentemente con l’impostazione flessibile e modulabile della disciplina del contratto di lavoro intermittente. A sostegno di questa tesi interviene la Circolare ministeriale n. 4/2005 la quale ribadisce che si tratta “[…] pur sempre di un contratto di lavoro dipendente, ragione per cui la libera determinazione delle parti contraenti opera, quantomeno con riferimento alla tipologia con obbligo di risposta alla chiamata del datore di lavoro, nell’ambito della normativa di legge e di contratto collettivo applicabile, con specifico riferimento alla disciplina in materia di orario di lavoro.”.

LA SINTESI

Il Ministero in conclusione statuisce che, suppur legalmente è concessa discrezionalità al datore di lavoro, la lettura della legge non consente di escludere l’applicazione delle disposizioni in materia di lavoro straordinario e delle relative maggiorazioni retributive.