Patto di prova: quando non è legittimo

Con sentenza n. 3469 del 9 febbraio 2017, la Corte di Cassazione ha affermato che, nel caso in cui un dipendente venga riassunto dalla stessa società a seguito di sentenza di riammissione in servizio, non è legittimo inserire nel contratto di assunzione il periodo di prova.

Secondo la Corte di Cassazione il patto di prova previsto dall’art. 2096 c.c. tutela l’interesse di entrambe le parti a sperimentare la convenienza del rapporto di lavoro che si intende instaurare, consentendo, proprio in ragione di detto interesse, il recesso ad nutum qualora l’esperimento abbia dato esito negativo.

Ne deriva che, ove il rapporto di lavoro si sia già consolidato a tempo indeterminato, la verifica preliminare non ha più ragione di essere compiuta; la clausola di prova non può quindi più essere apposta, neppure se al lavoratore vengano assegnate mansioni diverse da quelle di assunzione.