Permessi per allattamento

Fino all’anno di vita del bambino oppure entro il primo anno dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato, le lavoratrici madri hanno diritto a permessi giornalieri per l’allattamento.

Entità dei permessi

Le ore di riposo giornaliero variano in base all’orario di lavoro effettuato. In particolare, spettano:

  • due ore di permesso, anche cumulabili, se l’orario di lavoro è superiore a 6 ore giornaliere;
  • un’ora di permesso, se l’orario di lavoro giornaliero è inferiore.

Nel caso di parto plurimo, i permessi giornalieri sono raddoppiati.

Per approfondire vedi anche:

Permessi per allattamento ed erogazione dei Ticket Restaurant

Permessi per allattamento: compatibili con il diritto alla pausa pranzo?

Destinatari dei permessi

Possono usufruire dei permessi per allattamento le lavoratrici dipendenti assicurate all’INPS anche per la maternità. Restano escluse le lavoratrici:

  • a domicilio;
  • addette a servizi domestici e familiari;
  • sospese o assenti dal lavoro senza retribuzione
  • iscritte alla gestione separata dell’INPS.

I permessi per allattamento spettano, invece, al padre lavoratore nel caso in cui:

  • il figlio è affidato solo al padre;
  • la madre, lavoratrice dipendente, non fruisce dei riposi;
  • la madre è lavoratrice autonoma (Cfr. Circolare Inps n. 140/2019);
  • la madre è morta o gravemente inferma.

Si precisa che il padre lavoratore dipendente non può chiedere i permessi giornalieri durante il congedo di maternità o il congedo parentale della madre.

Per approfondire vedi anche Riposi giornalieri della lavoratrice madre non usufruiti e sanzioni

Indennità dei permessi

Alla lavoratrice dipendente spetta un’indennità a carico INPS pari alla retribuzione che sarebbe spettata in caso di lavoro ordinario.

L’importo viene anticipato dal datore di lavoro che procede con il recupero della somma anticipata attraverso il modello UNIEMENS.

Come usufruire dei permessi

Le lavoratrici madri che intendano usufruire dei permessi per l’allattamento, devono presentare domanda esclusivamente al proprio datore di lavoro, ad eccezione delle lavoratrici madri aventi diritto al pagamento diretto da parte dell’INPS (lavoratrici agricole, dello spettacolo con contratto a termine o saltuarie, lavoratrici per le quali l’Istituto sta effettuando il pagamento diretto di cassa integrazione anche in deroga).

Qualora sia il lavoratore padre ad usufruire dei permessi in parola, oltre a presentare domanda al proprio datore di lavoro, deve presentare domanda anche all’INPS.

Le domande devono essere presentate all’INPS in via telematica, attraverso uno dei seguenti canali:

  • servizio online dedicato;
  • Contact Center;
  • Patronati, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Per approfondire il tema della maternità e paternità, leggi anche La disciplina della maternità