Pubblica Amministrazione: mancato riconoscimento del rapporto di lavoro a tempo indeterminato

Con sentenza n. 3384 del 8 febbraio 2017, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un prestatore di lavoro che richiedeva il riconoscimento di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato in luogo di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa sottoscritto con una amministrazione pubblica.

Il tratto fondamentale che distingue il rapporto di pubblico impiego dal rapporto nel settore privato concerne la mancata applicazione della sanzione della conversione in rapporto di lavoro a tempo indeterminato, come precisa l’art. 36, comma 5 del D.Lgs. n. 165/01.

Le norme imperative vanno individuate nella regola generale imposta dall’art. 97 della Costituzione, la quale prevede che il concorso pubblico costituisce la modalità generale ed ordinaria di accesso nei ruoli delle pubbliche amministrazioni, anche degli enti locali, e che ammette deroghe solo in presenza di peculiari situazioni giustificatrici, individuate dal legislatore nell’esercizio di una discrezionalità non irragionevole, che trova il proprio limite specifico nella necessità di meglio garantire il buon andamento della Pubblica Amministrazione.