RAPPRESENTATIVITÀ SINDACALE: FACOLTÀ DEL SINGOLO COMPONENTE DELLA RSU DI INDIRE L’ASSEMBLEA IN AZIENDA

Con la sentenza n. 15437 del 7 luglio 2014, la Corte di Cassazione ha affermato che anche un singolo componente della rappresentanza sindacale unitaria (RSU) ha la facoltà d’indire l’assemblea in azienda, qualora non ci sia l’unanimità nell’organismo.
I giudici della Suprema Corte hanno infatti precisato che tale diritto non è una prerogativa esclusiva della Rsu intesa collegialmente (vedasi in proposito gli articoli 4 e 5 dell’accordo interconfederale del 1993, istitutivo delle RSU).
Ciò significa che il modello contenuto nell’art. 20 della L. n. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori), che prevede che ad indire l’assemblea siano, “singolarmente o congiuntamente”, le RSA nell’unità produttiva, non può essere inteso come limite legale all’autonomia contrattuale collettiva che riconosca il diritto di indire l’assemblea alle RSU.