RASSEGNA DI GIURISPRUDENZA – Agg. al 12.09.2018

PATTO DI PROVA NULLO: IL LICENZIAMENTO È ILLEGITTIMO

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza n. 17358/2018, ha statuito che il licenziamento intimato in base all’erroneo presupposto della validità del patto di prova giudicato nullo, è illegittimo.

Alla luce di ciò la tutela da riconoscere al prestatore di lavoro sarà quella reale (prevista dall’articolo 18, L. 300/1970) o quella obbligatoria, a seconda della situazione dimensionale dell’azienda.


Mancato Riconoscimento Agevolazioni ContributiveAI LICENZIAMENTI INDIVIDUALI PER GMO SI APPLICANO I CRITERI DEI LICENZIAMENTI COLLETTIVI

Con sentenza n. 19732/2018, la Corte di Cassazione, giudicando sulla legittimità di un licenziamento individuale per GMO ha affermato che, in assenza di specifici criteri individuati dalla legge per tali casi, occorre applicare analogicamente i criteri dettati dalla legge per i licenziamenti collettivi, quindi: i criteri dei carichi di famiglia e dell’anzianità.

Per quanto riguarda la tutela prevista dalla legge, la Suprema Corte ha rilevato che alla luce della riforma introdotta con la L. n. 92/2012 tale violazione non dà più luogo alla reintegrazione del lavoratore, ma soltanto alla tutela indennitaria compresa tra le 12 e le 24 mensilità.


Come Funziona il Lavoro Intermittente Lavoro a ChiamataTEMPO DETERMINATO: IL TERMINE PUO’ NON ESSERE DEFINITO SE IL LAVORATORE SOSTITUISCE UN’ASSENZA

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 19860/2018 ha statuito, ribadendo un suo orientamento consolidato, che l’assunzione di un lavoratore con contratto a termine, determinata dalla necessità di sostituire un lavoratore assente (es. per maternità) non determina, al mutare del titolo dell’assenza, la conversione del contratto a tempo indeterminato.

Infatti, per la Corte Suprema, l’assunzione a termine motivata dalla necessità di sostituire un lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto di lavoro, prevede la possibilità di fissare un termine indeterminato, ma che faccia semplice riferimento alla non prefissata data di rientro del lavoratore sostituito, allo stesso modo, la prosecuzione del rapporto in occasione del mutamento del titolo dell’assenza è legittima e non determina la trasformazione del medesimo a tempo indeterminato, sempreché anche per la nuova causale sia consentita la stipulazione del contratto a termine.

Al contrario, la conversione sarebbe stata possibile se le due lavoratrici avessero, anche per un breve periodo lavorato contemporaneamente.