RASSEGNA DI GIURISPRUDENZA – Agg. al 17.04.2019

LAVORATORE ASSENTE ALL’INCONTRO PER LA DIFESA NEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE: ILLEGITTIMITÀ DEL LICENZIAMENTO

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 8339/2019, ha dichiarato l’illegittimità di un licenziamento adottato dal datore di lavoro a seguito dell’assenza del lavoratore, dovuta a malattia, all’incontro “per la difesa” ex art. 7 della legge n. 300/1970, avente ad oggetto una contestazione disciplinare.

Secondo la Suprema Corte, il datore di lavoro avrebbe dovuto posticipare l’incontro, data la richiesta di spostamento trasmessa dal dipendente, corredata della certificazione medica attestante lo stato di malattia. La condotta del datore di lavoro non ha permesso l’esercizio del diritto di difesa del lavoratore.


LAVORO DURANTE L’INFORTUNIO: LICENZIAMENTO LEGITTIMO?

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 7641/2019, ha stabilito la legittimità del licenziamento adottato dal datore di lavoro nei confronti del dipendente che, durante il periodo di infortunio (con indicazione di riposo e cure), ha lavorato presso un’impresa terza alla guida di automezzi con carico e scarico di cerchi in lega per autovetture, pregiudicando in tal modo una guarigione più veloce.

La Suprema Corte ha configurato tale condotta come forma di inadempimento agli obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà e come violazione dei doveri generali di correttezza e buona fede.


LICENZIAMENTO ORALE: L’ONERE DELLA PROVA RICADE SUL LAVORATORE

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 3822/2019, ha stabilito che il lavoratore subordinato, qualora impugni un licenziamento dichiarando che lo stesso è stato intimato senza l’osservanza della forma scritta (c.d. licenziamento orale), ha l’onere di provare che la risoluzione del rapporto di lavoro è ascrivibile alla volontà del datore di lavoro, anche se manifestata solo con comportamenti concludenti.

La mera cessazione nell’esecuzione delle prestazioni non è circostanza di per sé sola idonea a fornire tale prova.