RASSEGNA DI GIURISPRUDENZA – Agg. al 22.05.2019

TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO (TFR): È PAGATO DALL’INPS SOLO IN CASO DI DEFINITIVA INCAPIENZA DELLA SOCIETÀ

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 9670/2019, ha affermato che, in caso di fallimento dell’azienda, il dipendente è tenuto a recuperare il proprio credito,  derivante  dal  TFR  maturato,  insinuandosi  al  passivo, oppure se la procedura esecutiva è stata chiusa, tentando un’autonoma azione giudiziaria.

La Suprema Corte precisa che, solo se questi tentativi sono risultati vani, il lavoratore potrà rivolgersi al fondo di garanzia dell’INPS per recuperare il proprio credito.


PERIODO DI COMPORTO: COME SI EFFETTUA IL CALCOLO?

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 9751/2019, ha  affermato  che  il  computo  del  periodo  di  comporto va effettuato in funzione del calendario comune, e quindi, dei  giorni  effettivi,  salvo  diversa  indicazione  del  CCNL  o  diversa  pattuizione esplicita delle parti.

La Suprema Corte ha precisato che non è possibile effettuare il calcolo secondo la durata standard del mese di trenta giorni, anche qualora il CCNL quantifichi il periodo di comporto in mesi e non in giorni.


LEGITTIMITA’ DEL LICENZIAMENTO DI UN LAVORATORE SOCIO DI UN’IMPRESA CONCORRENTE

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 10239/2019, ha ritenuto legittimo il licenziamento di un lavoratore che ricopriva, in contemporanea, la carica di socio/membro del Consiglio di Amministrazione di un’azienda in concorrenza con quella presso cui prestava la propria attività lavorativa.

La Suprema Corte ha precisato come una simile condotta possa integrare violazione dell’obbligo di fedeltà nei confronti del proprio datore di lavoro e come, nel caso di specie, tale condotta si connoti di particolare gravità in ragione della qualifica di Quadro rivestita dal lavoratore, che gli avrebbe consentito di accedere a informazioni particolarmente riservate in ordine ai prezzi praticati e alla clientela.