RASSEGNA NEWS DELLA SETTIMANA – Agg. al 10.05.2018

PERMESSO DI SOGGIORNO PER MOTIVI FAMILIARI E SVOLGIMENTO DI ATTIVITÀ LAVORATIVA

Con la nota n. 4079 del 7 maggio 2018, Ministero del Lavoro e INL hanno fornito chiarimenti in merito alla possibilità di svolgimento di attività lavorativa nelle more del rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari.

Infatti, i soggetti richiedenti permesso di soggiorno per motivi familiari possono iniziare a svolgere attività lavorativa, nel rispetto degli obblighi e condizioni previsti dalla normativa vigente, avvalendosi ai fini della prova del regolare soggiorno sul territorio dello Stato e della possibilità di instaurare un regolare rapporto di lavoro, della semplice ricevuta postale attestante la richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari.


Welfare Aziendale Incluso Abbonamento Trasporto Urbano PaserioAUTOTRASPORTO: IL RIPOSO SETTIMANALE GODUTO A BORDO DEL VEICOLO PORTA AL BLOCCO DEL MEZZO

Con la circolare n. 300 del 30 aprile 2018, il Ministero dell’Interno ha disposto, alla luce della sentenza della Corte Europea di Giustizia C-102/16 del 20 dicembre 2017, che il riposo settimanale regolare a bordo del veicolo possa esser considerato come non goduto, in quanto effettuato in condizioni non idonee secondo la normativa vigente, e che il rilievo di tale violazione possa comportare il blocco del mezzo.

La violazione potrà essere accertata esclusivamente nel momento in cui la stessa venga commessa e comporta il ritiro dei documenti di guida con divieto di riprendere il viaggio fino all’assolvimento completo del riposo in maniera corretta.


Detrazioni per familiari a carico PaserioLAVORO FAMILIARE: QUANDO È LECITO?

In occasione delle pubblicazione di una recente sentenza della Cassazione, torna l’annosa questione della liceità del lavoro familiare, argomento trattato anche dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro in un puntuale approfondimento.

Con la sentenza n. 4535 del 27 febbraio 2018 la Corte consolida ulteriormente l’orientamento che ritiene lecito il lavoro tra familiari, in contrasto con la posizione assunta invece dall’INPS che tende a considerare il lavoro familiare come una forma di simulazione del rapporto di lavoro volto esclusivamente a garantire al familiare lavoratore la copertura previdenziale ai fini dell’erogazione della prestazione pensionistica (in fase ispettiva, la tendenza è quella del disconoscimento del rapporto di lavoro tra familiari).

Nella sentenza, la Cassazione prevede alcuni indici di natura oggettiva utili ai fini del riconoscimento della liceità del rapporto di lavoro tra familiari, effettivamente assoggettati al potere organizzativo e gerarchico del datore di lavoro:

  • l’onerosità della prestazione;
  • la corresponsione di un compenso a cadenze fisse;
  • la presenza costante;
  • l’osservanza di un orario;
  • il programmatico valersi da parte del titolare della prestazione lavorativa del familiare.