RASSEGNA NEWS DELLA SETTIMANA – Agg. al 18.04.2019

ASSEGNI NUCLEO FAMIGLIARE (ANF) – RICHIESTA TELEMATICA: CHI SONO GLI INTERMEDIARI ABILITATI?

L’INPS, con messaggio n. 1430/2019, ha fornito chiarimenti sul contenuto della circolare n. 45/2019, avente ad oggetto indicazioni in merito alle nuove modalità di presentazione della domanda di Assegno per il Nucleo Familiare.

Ricordiamo che, a decorrere dal 1° aprile 2019, le domande di ANF devono essere presentate direttamente all’INPS esclusivamente in modalità telematica. Fanno eccezione le domande provenienti dagli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI), che continuano ad usufruire della modalità di presentazione cartacea.

L’Istituto, inoltre, ha precisato come, oltre al servizio WEB, la domanda possa essere presentata esclusivamente tramite i Patronati, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi, non essendoci altri intermediari autorizzati.


CONGEDO STRAORDINARIO: ESTENSIONE ANCHE AI FIGLI NON CONVIVENTI DEL DISABILE GRAVE

L’INPS, con circolare n. 49/2019, ha offerto istruzioni in merito alla concessione del congedo straordinario (ex art. 42, comma 5, D.Lgs. n. 151/2001) anche ai figli del disabile in situazione di gravità, non conviventi al momento della presentazione della domanda.

L’INPS ha precisato che, ai fini della valutazione della spettanza del diritto al congedo in favore del figlio non convivente, il richiedente:

  • potrà fruire del beneficio in parola solo in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti di tutti gli altri familiari legittimati a richiedere il beneficio, secondo l’ordine di priorità previsto dalla legge;
  • sarà tenuto a dichiarare nella domanda, sotto la propria responsabilità, che provvederà a instaurare la convivenza con il familiare disabile in situazione di gravità entro l’inizio del periodo di congedo richiesto e a conservarla per tutta la durata dello stesso.

PASSAGGIO DA APPRENDISTATO DI 1° LIVELLO A PROFESSIONALIZZANTE: QUALE REGIME CONTRIBUTIVO?

L’INPS, con messaggio n. 1478/2019, ha fornito chiarimenti in merito al regime contributivo applicabile in caso di trasformazione del contratto di apprendistato di 1° livello in professionalizzante, nell’ipotesi in cui il datore di lavoro occupi un numero di addetti ≤ a 9.

In tali casi, è previsto che, la complessiva aliquota contributiva del 10% a carico dei datori di lavoro, limitatamente ai soli contratti di apprendistato, si riduca all’1,5% per i periodi contributivi maturati nel 1° anno di contratto e al 3% per i periodi contributivi maturati nel 2° anno, restando fermo il livello di aliquota del 10% per i periodi contributivi maturati negli anni successivi al secondo.

Considerato che il passaggio da apprendistato di 1° livello a professionalizzante non comporta la costituzione di un nuovo rapporto di lavoro, ma la continuità dell’originario contratto di lavoro subordinato stipulato tra le parti, per le assunzioni in apprendistato operate da datori di lavoro che occupano un numero di addetti ≤ a 9, la riduzione di aliquota contributiva in argomento, trova applicazione limitatamente ai periodi contributivi afferenti la formazione di primo livello. Successivamente, a decorrere dalla data di trasformazione del contratto, l’aliquota di contribuzione a carico del datore di lavoro è pari al 10% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali.

Il datore di lavoro è altresì tenuto al versamento dell’aliquota di finanziamento della NASpI nella misura dell’1,31% e del contributo integrativo destinabile al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua pari allo 0,30%.