Qual è il regime fiscale applicabile all’indennità sostitutiva del pasto? L’Agenzia delle Entrate risponde

L’Agenzia delle Entrate, con Risposta n. 301 del 2 settembre 2020, ha fornito chiarimenti circa il trattamento fiscale applicabile all’indennità sostitutiva del pasto.

Il caso riguarda un’azienda che, nell’impossibilità dei propri dipendenti di utilizzare il proprio badge elettronico a causa della chiusura dei locali convenzionati per Covid-19, ha inteso erogare agli stessi un’indennità sostitutiva del pasto nella misura di euro 5,29 al giorno.

L’art. 51 co.2 lett. c) dell’art. 51 del TUIR prevede che non concorrono a formare reddito da lavoro dipendente le indennità sostitutive delle somministrazioni di vitto corrisposte ai lavoratori di aziende ubicate in zone dove mancano strutture o servizi di ristorazione, fino all’importo di euro 5,29.

L’Agenzia del Entrate ritiene che la situazione dell’azienda in esame rientri nell’ipotesi prevista dal TUIR e che, pertanto, le somme erogate ai dipendenti in sostituzione del pasto non concorrano alla formazione del reddito da lavoro dipendente.