Revoca della concessione dell’auto aziendale ad uso promiscuo: attenzione al corrispettivo in caso di revoca

La giusta retribuzione, come giurisprudenza e dottrina concordano, viene definita dalla legge e dai contratti collettivi che prevedono non solo corresponsioni esclusivamente monetarie, ma prevedono anche altri elementi, quali la c.d. “retribuzione in natura”. In base alla normativa fiscale, infatti il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme ed i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro.

Irriducibilità della retribuzione

Corollario del diritto alla giusta retribuzione è il principio dell’irriducibilità della stessa, barriera posta dal Legislatore per garantire il lavoratore dalle arbitrarie diminuzioni della retribuzione effettuate dal datore di lavoro. Detto principio trova applicazione anche nel caso di revoca di un benefit.

Come calcolare il valore della retribuzione in natura

Il legislatore ha fatto ricorso al criterio del c.d. “valore normale”, intendendo per tale il prezzo mediamente praticato dall’azienda alla clientela per lo specifico prodotto oggetto del benefit, in condizione di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo più prossimi. Ai fini della valorizzazione economica del corrispettivo sostitutivo dell’assegnazione dell’autovettura ad uso promiscuo, occorre far riferimento al valore normale del bene. Quindi, nel vasto ventaglio giurisprudenziale disponibile, sembra più corretto sposare l’orientamento che fa riferimento alla quantificazione in via equitativa basata sulle tariffe indicate nelle tabelle ACI aggiornate annualmente e pubblicate in G.U., senza tuttavia applicare la normativa relativa al fringe benefit, quindi la riduzione al 30% del valore, in quanto non bisogna sovrapporre perfettamente la normativa fiscale con quella giuslavoristica. Tuttavia, se il lavoratore, in virtù del benefit fornito dall’azienda, ha subito delle trattenute in busta per aiutare l’azienda nel sostenerne la spesa, il valore monetario sostitutivo andrà valutato tenendo conto dell’effettivo valore del benefit al netto delle trattenute subite dal lavoratore.