Riduzione di personale e licenziamento collettivo: niente controllo giurisdizionale sui presupposti legittimanti

Con sentenza n. 3176 del 7 marzo 2017 la Corte di Cassazione ha asserito che non vi possa essere controllo giurisdizionale in merito alla sussistenza o all’insussistenza dei presupposti legittimanti la procedura di riduzione del personale e del conseguente licenziamento collettivo.

La Suprema Corte, infatti, ha ricordato il principio di diritto, secondo il quale in materia di licenziamenti collettivi per riduzione di personale, la L. n. 223/1991 ha introdotto un significativo elemento innovativo consistente nel passaggio dal controllo giurisdizionale (previsto dal precedente assetto ordinamentale e da effettuarsi ex post) ad un controllo dell’iniziativa imprenditoriale concernente il ridimensionamento dell’impresa di cui sono incaricate le organizzazioni sindacali e da effettuarsi ex ante.

Le organizzazioni sindacali, dunque, risultano destinatarie di incisivi poteri di informazione e consultazione, così come già avviene in materia di trasferimenti di azienda.

I residui spazi di controllo devoluti al giudice in sede contenziosa non riguardano più, quindi, gli specifici motivi della riduzione del personale, ma la correttezza procedurale dell’operazione (ivi compresa la sussistenza dell’imprescindibile nesso causale tra il progettato ridimensionamento e i singoli provvedimenti di recesso).