Ritenute sugli appalti: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate, con risposta a interpello n. 492 del del 21 ottobre 2021, ha fornito chiarimenti circa l’obbligo del pagamento, da parte dell’appaltatore, delle ritenute fiscali riguardanti i lavoratori impegnati nel singolo appalto.

L’AdE precisa che tale obbligo:

  • si applica ai soggetti passivi residenti nel territorio dello Stato, ai fini delle imposte sui redditi. Gli enti non commerciali (pubblici e privati) non sono tenuti all’osservanza di tale obbligo, limitatamente all’attività istituzionale di natura non commerciale svolta;
  • è previsto in caso di contratti di appalto caratterizzati da un prevalente utilizzo di manodopera. Per determinare la prevalenza, occorre fare riferimento al rapporto tra la retribuzione lorda riferita ai soli percettori di reddito di lavoro dipendente e assimilato e il prezzo complessivo dell’opera o dell’opera e del servizio nel caso di contratti misti;
  • è escluso qualora le imprese appaltatrici comunichino al committente che nel corso dei periodi d’imposta, cui si riferiscono le dichiarazioni dei redditi presentate nell’ultimo triennio, abbiano eseguito complessivi versamenti registrati nel conto fiscale per un importo non inferiore al 10% dell’ammontare dei ricavi o compensi risultanti dalle dichiarazioni medesime. Per verificare tale requisito, occorre fare riferimento al rapporto tra i complessivi versamenti effettuati tramite modello F24 per tributi, contributi e premi assicurativi INAIL, al lordo dei crediti compensati, nel corso dei periodi d’imposta cui si riferiscono le dichiarazioni dei redditi presentate nell’ultimo triennio e i ricavi o compensi complessivi risultanti dalle dichiarazioni presentate nel medesimo triennio.

Per approfondire vedi anche:

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