SI CONFIGURA EVASIONE CONTRIBUTIVA ANCHE IN CASO DI PRESENTAZIONE DEL MODELLO DM10 CON UN GIORNO DI RITARDO

La Corte di Cassazione, con sentenza 2 ottobre 2014 n. 20822, ha affermato che la presentazione del DM10 anche con un solo giorno di ritardo rappresenta un’ipotesi di evasione contributiva. 
Già la Corte di Appello ha ritenuto sussistenti nella fattispecie, in conformità a quanto sostenuto dal primo giudice, i presupposti della “evasione” e non della “omissione” contributiva, aggiungendo che con la L. n. 388 del 2000 all’art. 116, comma 8, era stata confermata la distinzione tra le due ipotesi. 
La Corte ha osservato che il datore di lavoro, pur avendo la società diritto a rientrare nell’ipotesi dell’”omissione” in relazione alla presentazione della denuncia con un solo giorno di riardo qualificabile come “ravvedimento operoso”, non aveva effettuato il pagamento di quanto dovuto entro trenta giorni dalla denuncia, elemento quest’ultimo indispensabile ai fini del perfezionamento della stessa ipotesi. 
Secondo la Suprema Corte, la giurisprudenza già intervenuta ha precisato che la mancata presentazione del modello DM10, il quale reca la dettagliata indicazione dei contributi previdenziali da versare, configura la fattispecie della “evasione” e non già della semplice “omissione” contributiva ricadente nella previsione della L. n. 662/1996, art. 1 c. 217 lett. b), che commina una sanzione una tantum, il cui pagamento può essere evitato effettuando la denuncia della situazione debitoria spontaneamente (ossia prima di contestazioni o richiese dell’ente previdenziale) e comunque entro sei mesi dal temine stabilito per il pagamento dei contributi, purché il versamento degli stessi sia effettuato entro trenta giorni dalla denuncia (c.d. ravvedimento operoso).