Smart-working: quali novità alla luce del nuovo DPCM?

Con il DPCM del 3 novembre 2020, in vigore dal 6 novembre 2020, viene raccomandato, ai datori di lavoro pubblici e privati, il ricorso, laddove possibile, allo smart-working.

Il Ministero del Lavoro, in risposta a una FAQ del 10 novembre 2020, ha chiarito che, fino al 31 gennaio 2021, per l’attivazione del lavoro agile, si potrà usufruire della procedura “semplificata” presente sul portale Web, senza ricorrere, pertanto, alla stipula di appositi accordi individuali con i lavoratori, come previsto dalla disciplina ordinaria (L. n. 81/2017).

Si segnala poi che:

  • fino al 31 dicembre 2020, hanno diritto allo smart-working i lavoratori dipendenti in condizioni di gravi disabilità, i lavoratori che abbiano nel proprio nucleo famigliare una persona con gravi disabilità, i lavoratori immunodepressi o conviventi con persone immunodepresse, i lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio a causa di patologie pregresse, purché lo svolgimento in modalità agile sia compatibile con le caratteristiche della prestazione lavorativa;
  • fino al 30 giugno 2021, è garantito lo smart-working, anche in assenza degli accordi individuali previsti dalla disciplina ordinaria, ai genitori lavoratori dipendenti con almeno un figlio con disabilità grave a condizione che nel nucleo famigliare non vi sia altro genitore non lavoratore e lo svolgimento in modalità agile sia compatibile con le caratteristiche della prestazione lavorativa.