TFR: IL FONDO DI GARANZIA INPS INTERVIENE ANCHE SE IL DATORE DI LAVORO NON È FALLITO

Con la sentenza n. 15369 del 4 luglio 2014, la Cassazione si è espressa sul caso di mancata corresponsione del TFR da parte del datore di lavoro. Il lavoratore aveva provveduto ad attivare, infruttuosamente, una procedura di esecuzione, proponendo altresì istanza per la dichiarazione di fallimento. 
Tale ultima istanza è stata rigettata a causa della modesta entità del debito. 
Secondo la Corte di Cassazione, il datore di lavoro, assoggettabile a fallimento ma non dichiarato fallito per la esiguità del credito azionato, andava considerato non soggetto a fallimento con la conseguenza della applicabilità dell’ art. 2, comma 5, della legge n. 297 del 1982, che consente al creditore di richiedere il TFR al Fondo di garanzia Inps, essendosi manifestato compiutamente l’altro requisito dell’infruttuoso esperimento della procedura di esecuzione.