UNIONI CIVILI E CONVIVENZE DI FATTO: COME INCIDONO SU TRATTAMENTI INPS E DETRAZIONI?

Unione Civile e Convivenza di Fatto PaserioCon la L. n. 76 del 20 maggio 2016, sono state disciplinate le unioni civili e le convivenze di fatto prevedendo, tra l’altro, che le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e, più in generale, le disposizioni contenenti le parole “coniuge”, “coniugi” o termini equivalenti, ovunque ricorrano nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso.

PRESTAZIONI INPS

Con la circolare n. 84 del 5 maggio 2017, l’INPS ha fornito chiarimenti circa gli effetti della Legge n. 76/2016 sulle prestazioni a sostegno del reddito erogate dall’Istituto.

Per quanto riguarda la determinazione del nucleo di riferimento in caso di unioni civili, l’INPS ha chiarito che, al pari del diritto riconosciuto nell’ambito del matrimonio per il coniuge che non sia titolare di posizione tutelata, devono essere riconosciute le prestazioni familiari per la parte dell’unione civile priva di posizione tutelata.

Nel caso in cui, una delle parti dell’unione civile abbia figli nati precedentemente all’unione stessa, viene garantito in ogni caso il trattamento di famiglia su una delle due posizioni dei propri genitori, a nulla rilevando la successiva unione civile contratta da uno di essi.

Ove si tratti di genitori separati o naturali, privi entrambi di una posizione tutelata, la successiva unione civile di uno dei due con altro soggetto – lavoratore dipendente o titolare di prestazione previdenziale sostitutiva – garantisce il diritto all’ANF/AF per i figli dell’altra parte dell’unione civile.

Alle parti dell’unione civile, spetta anche l’assegno per congedo matrimoniale.

Per quanto riguarda invece le convivenze di fatto, le stesse sono assimilabili ai nuclei familiari coniugali solo nel caso sia stato stipulato il contratto di convivenza. Oltre ad aver costituito la convivenza di fatto attraverso una dichiarazione anagrafica, quindi, dovrà essere sottoscritto anche un contratto di convivenza (con atto pubblico o con scrittura privata con sottoscrizione autenticata), da cui si evincano:

– le modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune, in relazione alle sostanze di ciascuno e alla capacità di lavoro professionale o casalingo (deve emergere con chiarezza l’entità dell’apporto economico di ciascuno);

– il regime patrimoniale della comunione dei beni.

DETRAZIONI DI IMPOSTA

Come già riportato, le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole “coniuge” o “coniugi”, valgono anche per le parti dell’unione civile. È quindi anche il caso del diritto alle detrazioni di imposta.

Per le convivenze di fatto invece le parti non sono equiparate ai coniugi sul fronte fiscale, al fine delle detrazioni previste per i familiari a carico.

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