Dipendente che fuma durante l’orario di lavoro: è possibile licenziarlo?

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 12841 del 10 giugno 2020, ha dichiarato illegittimo il licenziamento disciplinare intimato al dipendente di un’impresa di pulizie per aver contravvenuto al divieto di fumare durante l’orario di lavoro.

La Corte precisa che  il fatto addebitato al lavoratore non integra la fattispecie di cui all’art. 48 lett. b) del CCNL Pulizie – Multiservizi secondo il quale il dipendente è passibile di licenziamento qualora sia trovato “a fumare dove può provocare pregiudizio all’incolumità delle persone o alla sicurezza degli impianti”.

Il lavoratore in questione, infatti, si è appartato a fumare in una zona di intercapedine presente tra vari uffici, priva di impianti, bombole infiammabili e persone: in un luogo, quindi, dove difficilmente sarebbe potuto derivare un pericolo all’integrità di persone e alla sicurezza degli impianti.

La Suprema Corte ritiene piuttosto che il comportamento del dipendente sia riconducibile al mero divieto di fumare sancito dall’art. 47 del medesimo CCNL,  che prevede la sanzione conservativa dell’ammonimento o dalla sospensione dal lavoro e dalla retribuzione.