Licenziamento per GMO: onere di repechage a carico del datore di lavoro

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 29099/2019in materia di repêchage, ha affermato che, in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo con conseguente soppressione della posizione lavorativa a cui era addetto il dipendente licenziato, il datore di lavoro ha l’onere di dimostrare 

  • che al momento del licenziamento non sussistesse alcuna posizione di lavoro analoga a quella soppressa per l’espletamento di mansioni equivalenti; 
  • in attuazione del principio di correttezza e buona fede, di aver prospettato al dipendente, senza ottenerne il consenso, la possibilità di un reimpiego in mansioni inferiori rientranti nel suo bagaglio professionale.  

La Suprema Corte, infatti, ritiene che in questi casi occorra operare un bilanciamento tra il diritto del datore di lavoro a perseguire un’organizzazione aziendale produttiva ed efficiente e il diritto del lavoratore al mantenimento del posto di lavoro.