La risoluzione consensuale rileva per i licenziamenti collettivi

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 15401 del 20 luglio 2020, confermando l’orientamento fornito dalla Corte di Giustizia Europea nella causa C. 422/2014 dell’11 novembre 2015, ha affermato che nel computo dei 5 licenziamenti in 120 giorni, che fanno scattare la procedura collettiva di riduzione del personale, rientrano anche le risoluzioni consensuali, laddove queste siano la conseguenza di una riorganizzazione lavorativa con modifica sostanziale delle condizioni di lavoro.

In particolare, la Suprema Corte, uniformandosi a quanto disposto nella direttiva 98/59/CE, ha ritenuto rientrante nella fattispecie di risoluzione consensuale anche l’ipotesi in cui, a seguito della modifica sostanziale degli elementi essenziali del contratto di lavoro, la cessazione del rapporto di lavoro avvenga su richiesta dello stesso lavoratore.