Rissa o collutazione: il diverbio legittima sempre il licenziamento?

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 29090/2019, ha ritenuto illegittimo, in quanto sproporzionato, il licenziamento intimato nei confronti di un dipendente con la qualifica di quadroa seguito di una colluttazione intercorsa con altro dipendente. Secondo la Corte, la lite sorta tra i due dipendenti è qualificabile come diverbio litigioso, non come rissa e, pertanto, non risulterebbe opportuna la scelta di ricorrere ad un licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo.   

La Corte ha precisato, poi, che in questo caso, nonostante il licenziamento sia sproporzionato, non è possibile disporre la reintegra del lavoratore sul posto di lavoroInfatti, dopo la riforma dell’art. 18 della Legge n. 300/1970, per i lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015 (data di entrata in vigore del Jobs Act)la reintegra viene disposta soltanto laddove il giudice accerti che non ricorrano gli estremi della giusta causa del giustificato motivo soggettivo per insussistenza del fatto contestato, oppure perché lo stesso fatto è sanzionato dal CCNL, o dal codice disciplinare applicabile, con una sanzione meno grave del recesso.