Tempo determinato: l’indicazione scritta della causale deve essere precisa e circostanziata

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 22496/2019, ha stabilito che l’apposizione di un termine al contratto di lavoro a fronte di ragioni con caratteristiche conformi alla normativa: 

  • deve, a pena di inefficacia, risultare specificamente da apposito atto scritto; 
  • il datore di lavoro l’onere di indicare in modo circostanziatopuntuale e dettagliato le ragioni a fronte delle quali ha apposto il predetto termine. Il fine è quello di assicurare la trasparenzala veridicità, la verificabilità e l’immodificabilità di tali ragioni che rendono conforme alle esigenze aziendali, la prestazione a tempo determinato.  

La Corte precisa che, solo in tal modo, è possibile rendere evidente la specifica connessione tra la durata temporanea della prestazione e le esigenze contingenti, di natura produttiva e organizzativa, di carattere sostitutivo, ecc. 

Tale Ordinanza, emessa con riferimento ad un contratto a termine stipulato ancora ai sensi del D.Lgs. n. 368/2001, risulta assolutamente attuale a fronte delle modifiche apportate alla disciplina del contratto a termine ad opera del Decreto Dignità.